monumento don evasio vecchio

Cigliano (Sian in piemontese) è un comune italiano di 4.579 abitanti della provincia di Vercelli, in Piemonte.

Il territorio comunale è compreso nella pianura sulla sinistra idrografica della Dora Baltea; la quota più bassa si tocca sulle rive del fiume (190 m s.l.m.) mentre il centro comunale è situato a 237 metri di altezza

LOGO CIGLIANO COMUNE

Le origini del nome

La denominazione del territorio su cui sorge il comune di CIGLIANO varia lungo i secoli. Tra i riferimenti più antichi va segnalata una concessione del duca Ludovico di Savoia (datata 26-5-1459) per la ricerca d’oro nella Dora, nella quale i destinatari risultano essere certi “Guglielmo ed Antonio Moriglio de CHILLIANO” e ancora, in una carta geografica della Diocesi di Vercelli anteriore al 1474, nella quale compare l’appellativo “CILIANO”. Se vogliamo inoltrarci in una ricerca che ci illumini sull’origine del nome “CIGLIANO”, abbiamo di fronte a noi varie possibilità. Lo studioso erudito Natale Martinetti, in una lettera del 1849 propende per un’origine celtica del toponimo. Il nome “Cigliano” arriverebbe da “Ce-land”, che vuol dire “paese dei Celti”, oppure da “Cel-lan”, “signore dei Celti”. Accanto alla prima ipotesi, in una lettera datata 1849, lo stesso studioso propone invece un’origine etrusca . Secondo le sue teorie, la lingua etrusca, assai simile all’ebraica, vedrebbe questo luogo chiamarsi prima “Cithella” e poi “Cilano”. Cithella deriverebbe dall’ebraico “Ceth” o Cith ed El che vogliono dire “Insula Dei”, cioè “Isola Di Dio” ovverosia “isola bella, amena e feconda”. Il che, come ricorda il Martinetti “è molto adattato al territorio di Cigliano, che in quegli antichi tempi era irrigato da spessi ruscelli sgorganti dalla collinette, che facevano argine al gran Lago della Dora”. Più interessante ci pare l’ipotesi formulata da uno studioso di storia locale (1), che collega l’origine del nome “Cigliano” alla lingua latina. Egli si riallaccia alle varie strade militari che in epoca romana hanno solcato il territorio vercellese. Rammenta la denominazione dei luoghi corrispondenti alle “fermate” che si incontravano lungo il cammino. Le “mutatio” servivano per il solo cambio dei cavalli, mentre, di ben maggiore interesse, le “mansio” erano sito di fermata delle truppe ma anche possibilità di rifornimento di vettovaglie. In tutti gli itinerari reperiti , viene citata la “Mansio Rigo Mago” che potrebbe identificarsi con il Comune di Rive, posto in direzione di Caresana. Da Rigo Mago la strada proseguiva verso la “Mutatio Cerris” (Tricerro) per giungere ad Uliacum dove vi era il guado della Dora Baltea. Oltre il fiume doveva trovarsi la “Mansio Quadratis”. Nella discesa dall’altipiano per valicare il fiume v’era un luogo detto Calendo, dalla “calata”, località nella quale esiste tuttora un ponte che porta il nome di Uliaco. Il Comune di Vercelli aveva costituito questo villaggio Borgo Franco mutandone il nome in “Burgus Novus Duriae (atto del 21 maggio 1261).Tale progetto pare non abbia avuto seguito. Infatti, in tale località sorse proprio Cigliano, dal prefisso “Cis” (al di qua) e dal suffisso “Uliacum” (luogo al di qua di Uliaco), trasformato poi nelle carte medievali in Cisilianum.

(1) Si confronti “Cigliano ieri – II edizione”, a cura di B.Bobba, 24 aprile – 2 maggio 1990

Foto Cigliano (3)

 

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